giovedì 29 dicembre 2016

7 DOIGTS TEATRO ACROBATICO

Ieri su Rai5 alle 21 hanno trasmesso per Roma Europa Festival, 2016, uno spettacolo Traces, del gruppo Le 7 doigts, di Montreal.
Sono rimasto incollato allo schermo, ben sveglio, il lavoro che svolgono (suonano il pianoforte, danzano, si presentano e si raccontano, interagiscono, giocano, fanno acrobazie, saltano i cerchi, salgono le pertiche, fanno salti mortali, sullo skateboard, sui pattini, giocano a basket) è vivace e sempre cangiante


Dopo aver conquistato il pubblico romano con il loro Cuisine & Confessions, presentato durante la passata edizione del Festival, la compagnia quebecchese Les 7 Doigts, torna dal 27 al 30 Ottobre all’Auditorium Conciliazione per il Romaeuropa con Traces: nuova poetica avventura tra danza, musica, acrobazia, street art e  linguaggi urbani, dedicata ad un pubblico di tutte le età. (dal sito informadanza)
Presentato più di 1700 volte in 25 paesi e in 200 città di tutto il mondo, premiato con numerosi riconoscimenti internazionaliTraces è ambientato in un rifugio di fortuna all’esterno del quale sta per consumarsi un’imminente catastrofe. «Le uscite di sicurezza sono ovunque, perché qualcosa di terribile potrebbe accadere» annunciano Les 7 doigts all’inizio dello spettacolo ed è subito chiaro che il loro Traces è una visionaria via di fuga dalle ansie e dalle tensioni della nostra epoca. E infatti, l’unico modo per reagire alla catastrofe è rischiare, vivere la vita in pienezza anche quando ogni speranza sembra persa. Intrecciando danza e circo alle loro esperienze personali, i giovani protagonisti sfidano la gravità in acrobazie esplosive in cui si innestano elementi della urban culture come lo skateboarding ed il baseball.
«Nei nostri spettacoli, abbiamo deciso di mettere sempre in risalto l’essere umano. Vogliamo che gli spettatori s’identifichino in noi e che ci riconoscano come simili: uomini con un nome e un cognome, un particolare timbro della voce, delle particolari forze e altrettante debolezze. Vogliamo che gli spettatori si sentano vicini a chi è in scena, che si preoccupino per i rischi che ognuno di noi corre, che si emozionino con noi. Traces è l’apice di questo tentativo di umanizzazione. Durante tutto il corso dello spettacolo, infatti, gli artisti condividono con il pubblico dettagli intimi delle proprie vite: la loro provenienza, il loro carattere, alcuni aneddoti che caratterizzano il loro percorso» spiega la compagnia. Così le discipline circensi scoprono nuovi territori di indagine e nuove poetiche: «Questo circo contemporaneo si libera dei costumi, delle musiche e dei numeri che definivano il circo tradizionale, per trovare proficue fusioni con la danza e con il teatro. Certo, questi elementi non definiscono in modo esaustivo il “nuovo circo”. In fondo ogni definizione finirebbe per limitare la libertà che caratterizza l’essere contemporaneo di un linguaggio artistico».
Una poetica che si rispecchia perfettamente nel nome della compagnia «In francese esiste un’espressione che definisce l’agire di un gruppo d’individui che insieme formano un’individualità unica come fossero cinque dita di una stessa mano: “les cinques doigts de la main”, appunto. Poiché i membri fondatori di questo gruppo, come dicevo, sono sette abbiamo deciso di chiamarci “Les 7 doigts de la main”. Può sembrare una strana definizione ma la trovavamo appropriata, bizzarra e divertente».
Traces se distingue d'abord par ses tableaux de groupe. Par la performance, mais aussi par l'expression de la vulnérabilité de ses interprètes.
Nous sommes bien sûr en présence d'artistes de cirque. Mais ces jeunes-là sont beaucoup plus que ça. Ils chantent, dansent, dessinent, jouent du piano, de la guitare, font du skateboard, du patin à roulettes, du basket... et même de l'humour.
Mieux, ils s'adressent directement à nous, le public. Se révélant à nous petit à petit. Tout cela dans un seul et unique but: laisser une trace. Créer des liens aussi. Essentiellement grâce à leur créativité. 




Trailers degli spettacoli si trovano qui qui e qui  e ancora sul loro sito
Le collectif Les 7 doigts de la main est fondé en 2002 sous l’impulsion de sept artistes de cirque ayant entre autres travaillé pour le Cirque du Soleil et le Cirque Eloize : Isabelle Chassé, Shana Carroll, Patrick Léonard, Faon Shane, Gypsy Snider, Sébastien Soldevila et Samuel Tétreault. À l’occasion de son immigration en Allemagne en 2008, Faon Shane, cofondatrice de la compagnie, and Song Enmeng, artist chinese. 
Traces est présenté en première mondiale à Montréal, puis aux Jeux du Commonwealth à Melbourne. Le spectacle tourne également la même année en Allemagne et au Japon. En 2010, il est nominé aux Helpmann Awards en Australie.
En 2011, il fait partie du Top 10 de la catégorie « Plays & Musicals » recommandées par le Time Magazine et s’installe pour un an à l'Union Square Theater de New York. Il remporte en 2012 le Prix Off Broadway Alliance.

domenica 4 dicembre 2016

weekend col vacuumcleaner

I fine settimana i Cechi fanno le pulizie di casa, e i maschi sono addetti ai tappeti, passare l'aspirapolvere, spolverare.... è un processo di imprinting giovanile, in cui le madri educano con modi esemplari (fai cosi', o non esci fuori). Da cui mi ritrovo a ripetere azioni impresse e marchiate a fuoco, come un gioco, seguire le piste dei soldatini nei meandri dei nascondigli sotto il tavolo o la macchina da cucire con la pezzuola di lana. E' stato vantaggioso in Giappone, ho rilevato un appartamento con tutti gli arredi da una ragazza che ne usciva, e nel contrattare il prezzo faceva notare che c'era un vacuum cleaner, io chiedendomi cosa potesse essere. Anche l'oyasan ha avuto vantaggi, non dover fare pulizie generali, cambiare i tatami.... alla fine, aspirapolvere, rice cooker, stufa a kerosene hanno svolto un buon servizio, ed ho provveduto a regalare tutto finiti i miei due anni di soggiorno, a vicini ed amici, anche l'auto, pagina chiusa, svolta e via.
Rileggendo Murakami, Ascolta la canzone nel vento,  prendo spunto da due brani:
32. Derek Hearthfield...era uno capace di parlare direttamente della vita, dei sogni e dell'amore. Nel suo libro Cento e una volta intorno all'arcobaleno... "sul piu' sacro fra i libri.... giuro di dire la verità. La vita è vuota. Naturalmente pero' c'è una possibilità di salvezza. Perchè all'inizio no lo è del tutto. Siamo noi che facciamo ogni sforzo possibile per renderla vuota.....
e poche pagine piu' avanti:
-quando torni a Tokyo?
-la settimana prossima...
-So che mi mancherai, quando non ci sarai piu'...

Questa differenza tra sentire o non sentire la mancanza di qualcuno segna due periodi della vita, almeno la mia...
si era un gruppo di amici a Torino, una sera Maria mi invita fuori, in auto. Io la accompagnavo all'autolavaggio, rimanevamo dentro la macchina mentre i rulli facevano i cicli del lavaggio, perchè era claustrofobica (e agoràfobica, ma sono le contraddizioni della vita). Sotto casa mia prima di salutarmi, mi dice: sto partendo, vado a vivere in Peru', con un pittore... e mi dà un bacio.

Ecco, a quel tempo non sapevo cosa o come potesse essere la mancanza di qualcuno, e il piacere di riaverlo vicino....

sabato 3 dicembre 2016

Torino barriera di Milano

A Torino ho vissuto fino al 1979, l'ultimo periodo stando da mia sorella, a settembre mi ero licenziato e vivevo alla giornata. Una delle persone che sentivo spesso era Bruno, un grande lavoratore, che si era rovinato la testa del femore con i traslochi pesanti, e si era sottoposto all'intervento. Mi aveva chiesto di tradurgli lettere che scambiava con una amica in Cecoslovacchia. Poi ho continuato dandogli consigli di italiano scritto, di cose in cui aveva poca dimestichezza. Mi intratteneva con storie delle sue conoscenze, compagne di riabilitazione motoria, un amore suo con invalidità. Insieme abbiamo curato il riassetto di un appartamento di ringhiera, in via Milano. Lui mi aveva lasciato le chiavi, ci sistemavo le tende, mi sembrava di aver un luogo mio dove nascondermi. Poi ho conosciuto la mia compagna, sono partito da un giorno all'altro, lasciandomi tutto alle spalle.

lunedì 28 novembre 2016

commenti al rientro da Colorno

Quest'anno mia madre ha compiuto 91 anni. Ci siamo fatti compagnia per una settimana, sono arrivato di lunedi' mattina, e ripartito domenica sera.
Uno dei ritornelli che ci ha fatto da stappo al recupero dei ricordi è stato "Francku na's, dej me padesatnik na zmrzlinu", Zio Francesco, dammi un cinquantino per il gelato... qui nella foto, da ragazzo, nel cortile della fattoria...
un altro episodio che ci lascia andare al racconto di ricordi lontani è dello zio Jara "Tak co, Jardku, co je noveho" "ale  niic" Allora, Jaro, che c'è di nuovo? ma nulla!
ho fatto tanti piccoli servizi, infilato aghi col filo bianco e filo nero, per i rammendi urgenti, attaccato bottoni, lavato la sua schiena, tagliato le unghie, fatto i massaggi, aggiustato il cassetto, ricollegato i cavetti di sky, cercato i documenti da presentare per le visite mediche, attaccato i tondini sotto le sedie per farle scivolare, riempito le siringhe con l'insulina, accompagnata ai servizi sociali, c'è un bel centro per anziani dove si svolgono attività di gruppo, fisioterapia locomotoria, e firmato documenti in attesa di firma... parlato con l'assitente sociale, con i vicini, con i carabinieri, sistemato querele per contrasti con i condomini....
e  ancora, conversazioni a tre al telefono, in vivavoce, con mia sorella, a ricordare cosa cucinava, quello che non era mangiabile e quello che le riusciva bene, la cipolla col simmenthal, il sugo con i fegatelli...
Abbiamo toccato anche note dolenti, di quando a Vienna,  le hanno ucciso il compagno, progioniero greco, o di quando al rientro a Dobrin, aveva solo pochi oggetti a ricordo, le rubarono il medaglione con la foto del compagno... e altre cose che andarono perse, per la bramosia delle zie e dei parenti... 
Mi racconta dei sogni, sogna molto, ricorda le persone care, e ci parla in foto, ci dà il buongiorno, l'attenzione e il sentimento. Ha sognato anche la mamma del compagno greco, che non poteva aver conosciuto, che le parlava, che le dava conforto....
Dopo che me ne sono andato, anche io ho fatto, o ricordo di aver fatto, un bel sogno, molto toccante, tra superficialità e profondità delle cose della vita, con la partecipazione dell'amico Renato... cose che ti danno un impulso e un nuovo avvio a tutta la giornata.

venerdì 25 novembre 2016

Note a margine

In questo post voglio ricordare due professori che hanno segnato la mia vita ed il mio lavoro, Corrado Fogher e Guenther Kahl.
Il Dr. Fogher dell'Istituto di Gentica Agraria di Piacenza aveva fondato la Plantechno, la principale azienda di biotecnologie vegetali in Italia, a Casalmaggiore (CR), precisamente a Vicomoscano.
ed ha registrato il brevetto per il tabacco Solaris, una pianta priva di nicotina, che produce olio dai semi, utilizzato per biocarburante per aerei
in questa pagina web della "Provincia" di Casalmaggiore del 7/2016, il post del volo di aerei della South African Airlines utilizzando il 50% di biocarburante

L'altro illustre studioso scomparso nel 2015 è il Dr. Guenther Khal, autore di importanti testi sulla genomica di animali e piante e fondatore della GenXpro, azienda di trascrittomica (SuperSAGE) e analisi di sequenze 

lo ricordo nel nostro incontro a Salzburg (insieme a Corrado Spadafora), in cui abbiamo avuto il tempo di parlare di scienza, e di inbitori di virus a RNA che voleva utilizzare per combattere il cancro

lunedì 21 novembre 2016

la meta del viaggio

Eccomi di rientro dal viaggio, otto giorni di stacco dal lavoro, ritorno alle origini, problemi familiari...
passato il grattacielo...
amarcord...

sullo sfondo Gabicce

porto canale
chiesa dei Gesuiti e museo civico

aranciaia
giardini della reggia



 sosta al cimitero, siamo a novembre, mese dei ricordi cari

mio padre

la nonna

lo zio e il nonno Nando

tra epiche figure, gli Orso, gli Oriente, le Ardree, ...







sabato 17 settembre 2016

Gallipoli

Venerdi' sera tappa al porto e città vecchia.
Aperitivo di crudo di mare (cannolicchi, piede di capra, ostrica di Gallipoli, gamberone rosso) dieci euro. Passeggiata sui bastioni, spritz al Buena vista, prima fila sul tramonto ed i gabbiani, che vengono a mangiare i taralli sul davanzale.


Continuiamo il giro del litorale, Chiesa della Purità, e tappa su via De Pace, piazza della Repubblica, cattedrale e palazzi. Cena, e rientro, smaltendo con una camminata su via Roma.
Tanta gente, ma senza senso di ressa. Sembrava la Costa Brada



















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